BERLUSCONI. GLI ITALIANI SCEGLIERANNO IL “FARE”
Comunicato stampa
COORDINAMENTO PROVINCIALE DI RAVENNA
Il Commissario Reggente
Dott. Rodolfo Ridolfi
Faenza 6 Febbraio 2010
Comunicato Stampa
Sotto la presidenza di Rodolfo Ridolfi commissario reggente del “Popolo della Libertà” della Provincia di Ravenna (recentemente nominato dai coordinatori nazionali Bondi, La Russa e Verdini) e del Vice Vicario Gianluca Palazzetti, si è svolto a Faenza il Coordinamento Provinciale del PDL in vista delle elezioni Regionali e di quelle Comunali nella città manfreda. Il Coordinamento ha espresso consenso ed adesione alla relazione di Ridolfi che dopo aver augurato buon lavoro ai nuovi vertici comunali del PDL dei Comuni di Ravenna e Faenza ed al capogruppo del PDL in Consiglio Comunale a Faenza Gregorio Tini, ha sottolineato l’importanza di sostenere decisamente la candidatura dell’on. Anna Maria Bernini candidata alla Presidenza dell’Emilia Romagna. Ridolfi si è poi soffermato sull’importanza e l’opportunità irripetibile, che la maggioranza che governa l’Italia PDL e LEGA, ha a Faenza di convergere su un candidato Sindaco di alto profilo ed espressione della città come Giancarlo Minardi. Una occasione da non perdere per determinare una inversione di tendenza nel Governo della città portandola dal declino allo sviluppo. Ridolfi ha sottolineato come il PDL con i suoi candidati alle regionali e quelli per il consiglio comunale di Faenza intenda offrire agli elettori il segno tangibile di un forte e condiviso rinnovamento, di una apertura e di un pluralismo di esperienze e sensibilità politiche capaci di determinare una nuova stagione politica caratterizzata da programmi che sappiano cogliere le esigenze dei cittadini. Questa nuova stagione vedrà tra i protagonisti le donne e gli uomini del PDL che oggi è “uno stato nascente” che ha bisogno di dirigenti ed iscritti uniti e coesi anche in provincia di Ravenna.
“Il tesseramento al PDL è appena iniziato e si concluderà il 31 dicembre 2010 ma posso affermare che sta dando ottimi risultati soprattutto nella città di Faenza”, ha concluso Ridolfi.
GIANCARLO MINARDI IL CANDIDATO SINDACO DI FAENZA DEL CENTRO DESTRA. E adesso diamoci dentro!
Sarà Giancarlo Minardi il candidato civico dell’area di centrodestra per le amministrative di fine marzo. Un colpo tenuto nascosto fino all’ultimo soprattutto dalla Lega Nord (dall’onorevole Pini su tutti) e dagli ex esponenti di Forza Italia (Rodolfo Ridolfi in primis), che alla fine hanno siglato il patto decisivo, abbandonando definitivamente la candidatura di Susanna Mariani, sostenuta soprattutto dagli ex An.
Ma Minardi, imprenditore faentino di 63 anni, gran patron negli anni ‘80-’90 della Minardi Formula 1, sarà un candidato civico, “con le mani libere” come lui stesso sottolinea, che verrà appoggiato anche da due liste civiche, le quali pescheranno in ambienti molto “lontani” da quelli del centrodestra.
“Ci ho pensato a lungo - sottolinea Minardi - alla fine ho accettato perché avrò buone garanzie di autonomia. Giancarlo Minardi vuole lavorare alla sua maniera, cioè devo avere carta bianca - chiarisce il candidato in pectore -. Sarò un rappresentate della società faentina e non di una parte politica e basta. Penso potremo toglierci delle belle soddisfazioni”.
Soddisfatti della scelta della “candidatura Minardi”, l’onorevole Gianluca Pini della Lega Nord e da Rodolfo Ridolfi ”Il candidato è un faentino conosciuto, che secondo noi è molto più forte del candidato Malpezzi del centrosinistra ed è in grado di aggregare molte più forze sociali del suo avversario. A Faenza si prospetta una situazione molto interessante, la coalizione sarà allargata anche ad un paio di liste civiche, oltre che Lega e Pdl. Sarà una campagna elettorale molto vivace, ci aspettano due mesi davvero interessanti”.
Incontro su crisi Omsa
Ad Hammamet il 15 16 17 gennaio per rendere omaggio a Craxi
Roma 13 gennaio 2010
COMUNICATO STAMPA
Ad Hammamet il 15 16 17 gennaio per rendere omaggio a Craxi in occasione del decimo anniversario della morte. insieme a Stefania Craxi, ci saranno i ministri riformisti Renato Brunetta, Franco Frattini e Maurizio Sacconi
Rodolfo Ridolfi*
Filippo Turati: “Il mio riformismo non vuole essere né destro, né sinistro, è, ed intende essere, socialista riformista e basta”. “In un mondo in cui tutto si muove di continuo, uomini, idee, avvenimenti, coteste appiccicature di etichette topografiche sono abbastanza curiose…”
“Sarà per me molto difficile dimenticare quel pomeriggio di mercoledì 19 gennaio del 2000 quando nel corso della seduta del Consiglio Regionale, giunse la notizia della morte di Bettino Craxi che cercai di comunicare pensando che quell’aula avrebbe espresso almeno comprensione per il dolore di quella parte d’Italia che fin d’allora si sentì orfana di uno dei più grandi ed illuminati statisti dell’Italia repubblicana. L’amarezza e lo sdegno che mi procurò la rozza reazione di una parte del Consiglio Regionale e di un assessore, insieme all’indifferenza di tanta parte di chi rimase in silenzio, è anch’essa difficile da rimuovere. Chiesi inutilmente che ai funerali di Craxi la Regione partecipasse con il suo gonfalone, lo trovavo naturale e doveroso per una maggioranza regionale che, dopo la caduta del muro di Berlino, diceva di essersi ravveduta e si era richiamata più volte ai principi del socialismo democratico europeo, del quale Craxi era indubbiamente uno dei più coerenti e moderni interpreti, ma la risposta fu la stessa che avevo ottenuto quando avevo chiesto di ricordare degnamente, nell’ambito delle istituzioni regionali, un’altra grande figura del socialismo democratico e liberale: Giuseppe Saragat. Oggi, a dieci anni di distanza dalla sua morte in esilio, i commenti della stampa accreditano l’accanimento e la persecuzione nei confronti di Craxi come una anomalia della vita politica italiana, tralasciando di annotare che è una troppo ricorrente e sistematica abitudine della cultura comunista, rappresentare l’avversario come un essere malvagio, corrotto ed ingiusto. Fu così per De Gasperi, Scelba, Saragat e Fanfani. E’ stato così, ed è così per Silvio Berlusconi”. Non possiamo ignorare o sottovalutare questa doverosa ricorrenza e vogliamo insistere nel ricordare il grande statista nei modi e nelle forme più appropriate: proponendo come sta accadendo: intitolazione di Piazze, Vie, Scuole, Istituzioni, chiedendo Convegni e Seminari. Craxi è stato tolto di mezzo dopo essere stato l’unico capro espiatorio di un sistema di finanziamento illecito dei partiti che ha coinvolto obbiettivamente tutti, ma per il quale non tutti hanno pagato. Craxi ebbe la forza di alzarsi in parlamento e dire la verità. Gli lanciarono le monetine e non solo i compagni “dalla doppia morale ” quelli delle “mani pulite” che per lungo tempo hanno chiesto ed ottenuto soldi dei sovietici, nemici dell’Italia, che levarono forte la loro voce indignata contro il finanziamento illecito del quale tutti i partiti beneficiavano. Craxi è stato costretto all’esilio ed il partito socialista annientato per far vincere i comunisti in Italia quando la storia li aveva stritolati sotto il muro di Berlino. Ai funerali di Craxi, nella cattedrale di Tunisi e poi ad Hammamet, su quella tomba che guarda il nostro Paese, provai pietà cristiana ma anche ammirazione ed una profonda malinconia, intrisa di rassegnata tristezza, per una idea romantica ed originale, che Craxi aveva interpretato da leader e da statista. Molti socialisti si sono rifugiati in Forza Italia e poi nel PDL, i riformisti turatiani, che oggi possiamo definire lib-lab, altri sono finiti assieme ai loro persecutori per quieto vivere, mimetizzati prima nel dalemismo e poi mascherati da radicali, anticlericali e zapateriani dopo avere condiviso fallimentari politiche di sostegno e partecipazioni ai governi con i comunisti e con Di Pietro. La stessa Internazionale socialista ha imbarcato i post comunisti ed è divenuta quindi una organizzazione lontanissima dalle idee originali del socialismo craxiano. Nessuno ha obbligato la stragrande maggioranza degli elettori socialisti a guardare con simpatia Berlusconi ed a votarlo, è una questione di pelle, un percorso naturale. Berlusconi per storia personale, e per formazione non è socialista, ma in una cosa i nostri avversari hanno avuto ragione: Berlusconi, Forza Italia ed anche il PDL stanno facendo e faranno di tutto, perché la verità su Craxi venga fuori fino alla sua piena riabilitazione storica. Per noi socialisti riformisti onorare la memoria di Craxi, difendere l’esperienza del “socialismo tricolore” ha significato, dal 1993 ad oggi, ed ancora oggi a maggiore ragione, non stare mai dalla parte dei comunisti e dei loro eredi. Chi fra i socialisti è disponibile ad una alternativa ai comunisti ed ai catto comunisti si faccia avanti ora e concorra con il Pdl alla” vendetta democratica”, quella del voto, non accampi pretesti soprattutto
* del Coordinamento Regionale PDL EMILIA-ROMAGNA
Rodolfo Ridolfi rinuncia alla candidatura e “lancia” il coordinatore provinciale Pdl
Si definisce il quadro dei nomi in lizza per la tornata elettorale del 28 e 29 marzo. Questa mattina a Ravenna Rodolfo Ridolfi e Gianguido Bazzoni, Pdl, hanno illustrato le novità.“Nella circoscrizione provinciale vengono presentate tre candidature, equivalenti a quanti consiglieri la provincia può mandare in regione; il Popolo della Libertà farà sicuramente un consigliere, che dovrà rappresentare la voglia di contare di Ravenna in Regione. Ridolfi, indicato in un primo momento come candidato di punta a ricoprire la carica, vista la sua lunga esperienza passata, ha ritenuto di non concorrere per continuare a seguire l’incarico di grande rilievo e responsabilità a fianco del ministro Brunetta a Roma”.“E’ così naturale - spiega il Pdl - che la figura più autorevole per andare a sedere sui banchi del Consiglio regionale sia quella di Gianguido Bazzoni, coordinatore provinciale del partito ed esponente di spicco di tutta quell’area di persone della società civile che hanno ritenuto di impegnarsi in politica sull’onda dell’entusiasmo suscitato da Silvio Berlusconi e per il cui sostegno attivo si sono sempre impegnati senza calcolo o interesse personale. Bazzoni, prima di essere scelto come coordinatore provinciale del PdL, era stato, per tre mandati e quasi 10 anni, eletto coordinatore provinciale di Forza Italia e si era impegnato a tenere unito ed attivo un partito che, per la sua natura ed organizzazione, era stato attraversato da polemiche e difficoltà. L’impegno profuso disinteressatamente da Gianguido Bazzoni in tutti questi anni, viene ora suggellato dalla candidatura a Consigliere regionale, dove saprà distinguersi per le sue doti di equilibrio, onestà e capacità di aggregare persone ed esperienze
I vertici del Popolo della Libertà si attivano per la grave situazione faentina
La preoccupante, progressiva deindustrializzazione di Faenza con particolare riferimento all’Omsa e alla sorte delle 360 lavoratrici è stata oggetto di un incontro tenutosi ieri fra il coordinatore provinciale del PdL, Gianguido Bazzoni, e Rodolfo Ridolfi, consigliere del Ministro Brunetta e componente del coordinamento regionale del PdL.
L’incontro, sollecitato da Luciano Spada coordinatore designato di Faenza, è valso a fare una panoramica del preoccupante fenomeno delle dismissioni e delocalizzazioni annunciate e ventilate, che si aggiungono alle numerose cessazioni di piccole attività che stanno impoverendo il tessuto economico faentino.
La situazione occupazionale che si annuncia per il futuro è gravissima e verrà portata a conoscenza dell’on. Giuliano Cazzola Vice Presidente della competente commissione della Camera dei deputati e dei ministri delle Attività produttive e del Welfare, con cui oggi stesso Ridolfi prenderà contatto a Roma.
La competizione elettorale per una discontinuità nella guida del Comune di Faenza, dovrà per forza tenere conto di questo problema che è di gran lunga il principale che la città si trova ad affrontare ed è causato in gran parte dalla colpevole disattenzione delle passate amministrazioni.
PdL
Ufficio stampa





