Archive for Luglio, 2010

RIDOLFI: “E’ NECESSARIO ANCHE IN PROVINCIA DI RAVENNA CHIARIRE CON CELERITA’ CHI SI RICONOSCE NEL DOCUMENTO VOTATO DALLA PRESIDENZA DEL POPOLO DELLA LIBERTA’ IERI E QUINDI CHI RITIENE DI ESSERE DENTRO O FUORI DAL PDL”

BAZZONI:”DOPO I RECENTI AVVENIMENTI NEL PDL A LIVELLO NAZIONALE SONO IN ATTESA DI CAPIRE IL PANORAMA CHE SI PROLIFERA’ ANCHE A LIVELLO PROVINCIALE.

RIDOLFI: “E’ evidente che chi si riconosce nelle posizioni di Gianfranco Fini e dei parlamentari del già costituito Gruppo Futuro e Libertà per l’Italia è incompatibile con il Popolo della Libertà.  Arrivare alla chiarezza dei rapporti e dei ruoli è un passaggio fondamentale, questa verifica va fatta da subito anche a Ravenna sia negli organismi provinciali sia nei gruppi consiliari a tutti i livelli.  Mi rivolgo quindi a tutti i sostenitori e simpatizzanti del Presidente Berlusconi, siano essi provenienti da Forza Italia siano essi provenienti da Alleanza nazionale, che condividono l’assunto che si milita nello stesso partito quando si avverte il vincolo della comune appartenenza e della solidarietà fra i consociati, e che stanno nel Popolo della Libertà riconoscendosi nei principi del popolarismo europeo che al primo posto mettono la persona e la sua dignità, affinché serrino le fila del partito, li invito inoltre a considerare questa fase di chiarificazione politica come un momento costruttivo dello stesso che come tutti i momenti chiarificatori porta in dote una rinnovata fase politica, tesa innanzitutto alla realizzazione e al rispetto del programma di Governo presentato in occasione delle elezioni politiche del 2008 che sarà alla base anche del programma per le prossime consultazioni elettorali in Comune e Provincia di Ravenna.”    “A tal proposito rimarco come sia stato più che opportuno prima di tutto eleggere il coordinatore provincia di Ravenna Gianguido Bazzoni in Consiglio regionale e alla luce dei recentissimi eventi quanto fatto con intelligenza e preveggenza dal Vice Coordinatore comunale Vicario di Ravenna Alberto Ancarani che ha ritenuto di dar voce al disagio derivante dalla ormai palese esistenza di un partito nel partito capeggiato dal Presidente Gianfranco Fini”.
BAZZONI: “Visti gli sviluppi odierni avvenuti nel Popolo della Libertà e le anticipazioni di stampa locale sono in attesa di capire cosa succederà domani nel Pdl ravennate e verificare chi ancora ritiene di far parte e condivide i principi ispiratori e la leadership del grande Partito popolare che ha vinto le elezioni del 2008 e le recenti elezioni regionali, e chi invece sancirà una rottura definitiva seguendo le orme di Fini. E’ naturale in questa fase convulsa del partito che guido a livello locale verificare l’elenco e l’entità dei fuoriusciti che approderanno a nuovi movimenti o forme partitiche. Questo risulta essere un passaggio fondamentale per il nostro movimento anche in considerazione degli assetti che si sono creati in questo anno e mezzo all’interno del Popolo della Libertà di Ravenna: se sussisteranno diserzioni da parte dei componenti degli organi provinciali del partito sarà necessario provvedere con solerzia alla loro sostituzione in base al principio sancito dal documento votato ieri a maggioranza dall’ufficio di Presidenza del Pdl che non lascia dubbio alcuno sulla primaria necessità di condivisione e coesione all’interno del partito. Dalle anticipazioni di stampa sarà essenziale in questa fase capire ad esempio la posizione del mio vicecoordinatore vicario Gianluca Palazzetti, consigliere comunale di Ravenna del Gruppo An – Pdl e di conseguenza il consenso politico che riuscirà a mantenere nelle fila degli ex An il Coordinatore Comunale di Ravenna Roberto Petri. Questa fase risulta per noi tanto più importante  - conclude Bazzoni - in considerazione del fatto che nel nostro territorio il prossimo anno vi saranno le elezioni provinciali e comunali nelle quali intendiamo ottenere il massimo risultato”

I NOSTRI ELETTORI STANNO CON IL PREMIER BERLUSCONI

FORZA BERLUSCONI, FORZA ITALIA….

“Gli elettori del Pdl, e non solo loro, sono in assoluta sintonia con Silvio Berlusconi”.
Il tempo per ricomporre le questioni interne e’ ormai scaduto. Buon senso e ragionevolezza suggeriscono di sciogliere i nodi, per riprendere senza ostacoli il cammino delle riforme, del cambiamento, della modernizzazione del Paese. Gli italiani hanno scelto Silvio Berlusconi due anni fa, un anno fa, e ancora due mesi fa: e’ inconcepibile che ci sia chi operi per impedire ad un Governo e a una maggioranza di lavorare serenamente”.

E’ INIZIATO IL “GRAN SPORT GALA’”, GIOVANI PER LA PACE E LA COOPERAZIONE IN EUROPA

COSTA CARA (€. 35.000)  AI CITTADINI DELLA PROVINCIA DI RAVENNA, AGLI SPRECONI DELLA SINISTRA NON INTERESSA, IN COMPENSO MA METTONO UNA X ROSSA SUI MUNICIPI!
Si apre da domani il “Gran Sport Galà”. I giovani per la pace e la cooperazione in Europa, spettacoli itineranti di sport acrobatico nei quali 220 giovani atleti tedeschi si esibiranno nelle principali piazze romagnole (Ravenna, Cesenatico, Cervia e Faenza), insieme a giovani atleti italiani ravennati. Promotori dell’iniziativa, le Province gemelle di Ravenna e dell’Ostalbkreis tedesco col cofinanziamento della Regione, e i Comuni di Cervia, Cesenatico, Faenza e Ravenna del costo complessivo di 35.000 euro (70 milioni delle vecchie lire) . La sinistra ravennate non ascoltando nemmeno l’appello del Presidente della Repubblica  Napolitano in due mesi hanno speso 65.000 euro per due convegni, che saranno certamente utili, ma credo giustamente rimandabili superata  la crisi. Il Galà si svolge a Ravenna in Piazza del Popolo, martedì 27 luglio alle ore 21. La manifestazione farà tappa a Cesenatico (Piazza Spose dei Marinai mercoledì 28 alle 21) e a Cervia, in Piazza Garibaldi, giovedì 29 luglio alle ore 21,30; per concludersi a Faenza il 30 luglio, in Piazza del Popolo. Un buon padre di famiglia quando ci sono pochi soldi  fa economie.

ENTRA IN VIGORE IL NUOVO CODICE DELLA STRADA, LE SANZIONI INCASSATE VANNO UTILIZZATE SOLO PER INIZIATIVE PER LA SICUREZZA STRADALE

UN’INTERROGAZIONE ALLA PROVINCIA DI COME UTILIZZARE, I 360.000 EURO PER FI-PDL, NELLA PREVENZIONE.
Da venerdì entra in vigore il nuovo codice della Strada, la Provincia di Ravenna é fra le prime in Italia incidenti stradali dovrebbe dare un segnale forte per contribuire a fare diminuire gli incidenti stradali, come auspicato anche dal Presidente Berlusconi con l’entrata delle nuove norme. In questo quadro. Si deve reagire in maniera attiva e decisiva al più grave disastro che da decenni in continuità colpisce l’umanità. La motivazione non sono facile da individuare: probabilmente si tratta quasi di una sorta di resa ad un male non solo difficile da sopportare e da combattere, ma con il quale da decenni la società si è abituata a convivere. Certamente le cause dei sinistri mortali sono molteplici e spaziano dalla viabilità inadeguata all’eccesso di velocità, dall’errore umano alla rottura del mezzo ad altre diverse cause, tutte non facili da combattere, ma che in ogni caso andrebbero affrontate in modo più incisivo, continuo, utile: oggi l’argomento viene affrontato in modo poco convinto e poco convincente come se si trattasse di un male invincibile o addirittura minore. Le attese sono tante per ciò che di positivo è avvenuto o avverrà man mano che ci si avvicina alla fine del 2010, anno traguardo stabilito a livello europeo (il libro Bianco del 13 settembre 2001 prevedeva ed auspicava una riduzione delle vittime del 50%, appunto entro il 2010).

I dati degli ultimi anni evidenziano un ridimensionamento delle conseguenze negative dell’infortunistica stradale peraltro insufficiente a sconfiggere uno dei peggiori mali del secolo se si tiene conto che dal 2001 al 2009, e cioè in nove anni, la diminuzione del numero dei morti è stata complessivamente, nei 28 Paesi europei, del 35%, una cifra ragguardevole ma ottenuta attraverso gli anni e del tutto insufficiente ad ipotizzare una sostanziale cancellazione o un ridimensionamento del male.
Occorre un impegno netto, corale, severo, incisivo, continuo, conseguente anche, e forse soprattutto, ad una preventiva educazione scolastica, potrebbe portare a risultati significativi, dal punto di vista economico-sociale oltre che per ciò che riguarda la difesa di una parte rilevante dell’umanità che non può, non deve più arrendersi preventivamente a quella che oggi viene ancora considerata – sbagliando – una sciagura inevitabile.
In Italia gli incidenti stradali nel periodo 2000 – 2009 sono stati circa 2 milioni, con oltre 50.000 morti ed altri 3 milioni e mezzo di feriti. La statistica italiana è coincidente con quella di Ravenna Il mese con il numero di incidenti più elevato è quello di luglio, Quanto al numero dei morti, é sempre elevato:
186 nel 200, 174 nel 2001, 189 nel 2002, 170 nel 2003, 216 nel 2004, 177 nel 2005, 176 nel 2006, 126 nel 2007, mancano i dati del 2008 e 2009.
Di rilievo lo studio, elaborato dalla Provincia, relativo alle modalità degli incidenti: la tipologia più diffusa è lo scontro frontale-laterale seguito dal tamponamento. Nel complesso la collisione fra due o più veicoli ha riguardato, nell’ultimo anno, il 70% degli incidenti, mentre la fuoriuscita e lo sbandamento del veicolo ha raggiunto il 24% e l’investimento di un pedone ha raggiunto l’8,5% degli incidenti con 598 morti e 20.991 feriti. In provincia di Ravenna gli incidenti per natura, medi anni 2000-2007 sono stati del 4% tra veicoli e pedoni, del 6% fra veicolo in marcia che urta veicolo fermo, 13% veicolo in marcia senza urto, 77% tra veicoli in marcia.
Considerate che:
  • Le varie iniziative intraprese dalla Provincia con “la scuola degli agenti della polizia provinciale” e le attività di presidio del territorio che il corpo di polizia provinciale ha effettuato nel corso del 2007, e il servizio svolto (bilancio sociale) pattuglie operative 1.320; ore di vigilanza del territorio 16.932; controllo automezzi ( polizia ittica, venatoria e ambientale) 122; controllo persone (polizia ittica, venatoria e ambientale 1.534; controllo automezzi e persone ( polizia stradale) 4.182; verbali notificati 2.106; notizie di reato trasmesse alla Procura della Repubblica 27; patenti ritirate 68.
  • Che la Polizia Provinciale nel 2008 ha incassato per infrazioni al codice della strada €. 373.339 e che prevede per il 2010 €. 369.000, mentre per le sanzioni alla caccia €. 53.749 e previste nel 2010 45.000.
  • L’iniziativa della settima edizione di “Guido con Prudenza”. L’iniziativa, realizzata dalla Fondazione ANIA e dalla Polizia Stradale, in collaborazione con il Silp-Fipe, Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da ballo e di spettacolo, diffonde la figura del ‘guidatore designato’ basata su un’attività al fine di contrastare le cosiddette “stragi del sabato sera”. Per un mese la Polstrada, dal 16 luglio al 14 agosto, effettuerà controlli sulle strade. La collaudata formula dell’iniziativa, basata su un’attività di sensibilizzazione contro la guida in stato d’ebbrezza e su un forte incremento dei controlli da parte della Polizia Stradale, ha contribuito negli anni scorsi, a ridurre gli incidenti e il numero dei feriti e delle vittime della strada nelle località toccate dal progetto. Le associazioni di volontariato come il comitato per la sicurezza stradale “F.Paglierini”
  • Le sanzioni incassate dalla Provincia e dai Comuni con la modifica del nuovo codice devono essere obbligatoriamente investite per interventi legati a interventi ad hoc.

Chiede:
La Provincia di Ravenna se intende utilizzare la somma ricavate dalle sanzioni (€. 360.000 nel 2010) per affrontare il problema a tutti i livelli con la volontà e la possibilità di sconfiggere il dramma dei sinistri stradali o di ridimensionarli in modo davvero significativo con due temi:

1.      L’educazione scolastica, per quanto riguarda un approfondimento significativo e vincente delle difese da parte della società
2.     Limitare il danno sociale per la società stessa, per le aziende e le famiglie.
3.     Coinvolgere la Polizia Provinciale, Stradale e municipali e il volontariato per portare un forte contributo per fare diminuire gli incidenti nella Provincia di Ravenna con i due temi proposti. Vincenzo Galassini Capo Gruppo FI-PDL Provincia di Ravenna

NEL POPOLO DELLA LIBERTA’ PREVALGA LA CHIAREZZA O DENTRO RISPETTANDO I PRINCIPI, O FUORI

UNA DICHIARAZIONE DEL COORDINATORE PROVINCIALE BAZZONI
Ancarani fa bene a difendere la storia e l’onore del Popolo della Libertà, libero Palazzetti di aderire alla corrente di Fini, ma non distorca la realtà. “Apprendo con sorpresa che il mio vice, Gianluca Palazzetti, nominato all’incarico che ricopre da La Russa, si appresta a confluire nella corrente che fa capo a Fini ed a cercare di rappresentarne le ragioni a Ravenna. A queste conclusioni si arriva leggendo il comunicato, affidato alle stampe in data odierna, in cui Palazzetti stigmatizza il fatto che Alberto Ancarani abbia proposto il deferimento ai probiviri dell’On. Granata, noto per aver infamato autorevoli esponenti del partito e  del Governo. Ancarani, anche come semplice militante del PdL, aveva tutto il diritto-dovere di farlo e noi siamo solidali con lui in questa battaglia che vuole salvaguardare 16 anni di lotte e sacrifici di migliaia di militanti entusiasti. Il mio vice Palazzetti, vero ed unico responsabile delle ingessature locali del PdL, senza consultarsi con me (e se ne capisce la ragione), ha assunto una posizione di difesa di Fini e Granata nel loro attacco costante a Berlusconi ed a quanti si richiamano a lui e lo sostengono. Se questo voleva essere l’annuncio ufficiale della fondazione della corrente Fini a Ravenna, sicuramente ha raggiunto lo scopo e ci ha contemporaneamente avvertito di comportarci di conseguenza. Le conseguenze saranno che finalmente è caduta la maschera e che, anche a Ravenna quelli che  hanno sempre svolto un ruolo di contrasto e denigrazione del Popolo della Libertà, avranno una bandiera sotto cui ritrovarsi, quella di Fini-Palazzetti. Da parte nostra avanzeremo formale richiesta al livello regionale e nazionale del partito, per conoscere se il Palazzetti ha ancora titolo per ricoprire l’incarico cui era stato nominato al momento della fondazione del Popolo della Libertà.” Gianguido Bazzoni

GLI UOMINI PUBBLICI COME LI VOGLIAMO

Dall’archivio di Cavour è spuntata una lettera all’alleato Urbano Rattazzi in cui, fra il serio e il faceto, il Conte denuncia il suo imbarazzo per aver ricevuto in dono una trota pescata in acque demaniali, quindi di proprietà pubblica. Va detto che gli scrupoli di quel grand’uomo abbracciavano pesci anche assai più grossi: quando il banchiere Rothschild gli propose una speculazione finanziaria sui titoli di certe ferrovie, Cavour lo ringraziò come amico, ma lo diffidò come presidente del Consiglio dal fargli proposte che contenessero un così lampante conflitto di interessi
Il senso dello Stato di Camillo Benso (per il resto politico spregiudicatissimo, come devono essere, purtroppo, i politici) mi è tornato alla mente nel leggere l’ultimo sperpero della casta contemporanea: l’incredibile storia del consigliere dipietrista Attilio Di Mattia, il quale risiede a Vienna, ma ogni anno riceve 130 mila euro di rimborsi spese per partecipare alle riunioni del Consiglio provinciale di Pescara, di cui è membro.
Già sembra allucinante che a chi vive a Vienna sia consentito di far politica a Pescara. Non so cosa ne pensi Di Pietro. Ma immagino cosa ne avrebbe pensato Cavour, che pur essendo nobile, le parolacce le diceva, benché rigorosamente in dialetto. Per onestà devo riconoscere che negli anni non è cambiata soltanto la stoffa morale dei politici, ma anche la nostra. Mio padre, dipendente pubblico, mi impediva di usare le biro del suo ufficio perché, sosteneva, erano di proprietà dello Stato. Oggi per una frase del genere lo chiuderebbero in manicomio. Massimo Gramellini

LA SFIDA DEL GOVERNO E’ SPENDERE AL MEGLIO I 40 MILIARDI DI FONDI EUROPEI DEL SUD

“Questa volta Tremonti ha ragione. A causa della modifica dell’articolo V della Costituzione oggi le Regioni e gli enti locali sono fuori controllo.
Morale: il convento e’ povero e i frati sono ricchi. Come non riconoscere che la sanita’ e’ divisa in due, una al Nord che funziona e una al Sud in stato fallimentare? Se e’ vero quello che dice Tremonti, cioè che le Regioni non hanno speso 40 miliardi in fondi europei, la sfida del governo è di dimostrare che riesce a farlo presto e bene”. Lo ha affermato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in un’intervista al Corriere della Sera. A proposito delle critiche mosse dalle imprese alla manovra, Brunetta ha osservato che “francamente non mi pare che abbiano da lamentarsi. Il governo ha fatto moltissimo per le piccole e medie aziende. Specialmente con la riforma della conferenza dei servizi ci saranno tempi certi per gli investimenti”. Quanto al comparto sicurezza, il ministro della Funzione pubblica ha sottolineato:“Ho pronto un contratto da 100 euro al mese per carabinieri e forze di polizia a valere per i contratti 2008-2009, finora sprezzantemente rifiutati da una parte del sindacato. Ora rilancio questa proposta, spero accettino”. Nell’intervista Brunetta invita a guardare all’economia reale. “Calma e gesso, quando la situazione si fa calda bisogna mantenere la testa fredda, specialmente in un momento dell’economia internazionale in cui nulla sembra certo occorre ritornare marxianamente alla struttura, ai fondamentali. In questi due anni di governo le riforme di base sono già state fatte: pubblica amministrazione, federalismo fiscale, la privatizzazione dei soviet locali luce-acqua-gas-trasporti. Ora, bisogna accelerare con i decreti legislativi e i regolamenti attuativi. La maggioranza non si rende conto di quanto di positivo ha già fatto. Basterebbe solo crederci e smetterla di farci del male”.

LE TRE STRADE DI SILVIO PER DARE L’ADDIO A GIANFRANCO E A I SUOI

IL PREMIER SPERA CHE FINI LASCI IL PDL, ALTRIMENTI SARA’ IL PARTITO A ISOLARLO. L’IPOTESI PREDELLINO-BIS

Articolo di Marcello Veneziani dal Giornale

Dietro il berlusconiano ghe pensi mi c’è tutta la voglia e la determinazione di cambiare passo. Partito ieri alla volta della Sardegna per un paio di giorni di riposo prima a villa La Certosa e poi ad Arcore, il premier è risoluto e deciso. È stufo marcio di Fini, dei finiani e del loro controcanto continuo. Più volte è sbottato coi suoi che «così non si può più andare avanti», parlando del cofondatore del Pdl, ormai considerato dal Cavaliere soltanto un «traditore». Passerà qualche giorno di decantazione ma poi sarà la resa dei conti. Forse già mercoledì, durante l’Ufficio di presidenza del partito. Berlusconi non è più intenzionato a farsi logorare quotidianamente dal presidente della Camera e dai suoi fedelissimi e vorrebbe risolvere la questione una volta per tutte. Vorrebbe dire addio al suo ex alleato anche se non è facile metterlo alla porta.

In effetti a Fini conviene lo status quo: ha enorme visibilità sui media, posti di potere, ministri, sottosegretari, coordinatori e vicecoordinatori regionali di partito, siede sulla poltrona più alta di Montecitorio e ha accanto a sé, oggi, più parlamentari di quanti non ne avrebbe un domani se si andasse alle elezioni separati. Insomma, la strategia del Vietnam gli giova. Guerriglia su tutto: intercettazioni, manovra economica, federalismo, lodo Alfano, decretazione d’urgenza, cittadinanza, temi etici, immigrazione, rapporti con la Lega e chi più ne ha più ne metta. Ormai gli spazi di una trattativa per ricucire non ci sono più ma il problema è che agli occhi di Berlusconi Fini è una sorta di moglie infedele che non ha nessuna intenzione di lasciare la casa.
Più volte l’ex leader di An ha assicurato che di far le valigie non ci pensa nemmeno e anche ieri Bocchino era più esplicito che mai: «Se qualcuno pensa che la separazione consensuale significa che Fini e gli uomini a lui vicini lasciano il Pdl per costituire gruppi autonomi e un altro soggetto politico alleato, sbaglia di grosso». Poi, il fedelissimo di Fini coniava addirittura un nuovo termine, «coabitazione normata», per descrivere il rapporto ideale tra Silvio e Gianfranco. Tesi, questa, smontata dal pidiellino Osvaldo Napoli: «Mi chiedo che cosa c’entri con la politica la “convivenza normata”. A parte l’orrore lessicale che suscita quell’espressione, ma davvero il massimo delle proposte per ritrovare un asse di equilibrio nel Pdl è tutto lì?». Un dialogo tra sordi e l’ora degli addii sembra essere arrivata anche se, come ha riconosciuto lo stesso Napoli, «i finiani hanno bisogno di stare nel Pdl come l’aria».
Che fare, quindi? La strada sarebbe quella di render loro la vita più difficile che mai, metterli con le spalle al muro, giocare all’attacco, finirla di farsi condizionare dai loro mugugni. Insomma, tenere duro e far votare all’interno del partito la linea da tenere su qualsiasi provvedimento futuro senza cedere di un millimetro: questa è la rotta, chi non è d’accordo è fuori dal partito. Basta arretrare, correggere, smussare, limare. O così o votate contro. In questo modo Fini sarebbe costretto a ingoiare un bel po’ di bocconi amari e non è detto che alla fine il suo stomaco riesca a digerire tutto. Quando non ce la farà più sarà obbligato a dire «stop», me ne vado. Ecco la strategia: provocare l’addio.
E poi c’è un’altra ipotesi, seducente, teorica, ma forse non troppo campata per aria. Un coup de théâtre berlusconianissimo: Fini non vuole andarsene? Allora me ne vado io. Berlusconi potrebbe lasciare all’ex amico il Pdl, il simbolo, il contenitore e fondare un nuovo partito. Fare una sorta di gruppone autonomo dove, chiaramente, non sarebbero invitati le Perina, i Briguglio, i Bocchino, i Granata e compagnia bella. Una sorta di «predellino 2» nato dalle ceneri di un’esperienza andata male per colpa dell’ennesimo politicante della Prima Repubblica. Fini sarebbe rappresentato come la sabbia nell’ingranaggio, il bastone tra le ruote da rimuovere, l’elemento di disturbo che ha frenato la marcia del governo del fare. Poi, alle prossime elezioni, saranno gli italiani a deciderne il peso effettivo.