Enrico Consolini ( Marradi 29/3/1945-Faenza 25/9/1988)- venticinquesimo anniversario della morte

In occasione del venticinquesimo anniversario della scomparsa di Enrico Consolini, voglio ricordarne con commozione la figura e l’opera di intellettuale e uomo di cultura di indubbio valore e di Sindaco che ha tanto amato Marradi.
Enrico rimarrà, per tutti noi, una grande ed indimenticabile figura di intellettuale, uno studioso attento ed appassionato di Dino Campana a cui Marradi deve l’idea e la realizzazione del Premio letterario e tante altre iniziative culturali che lo fanno ricordare per la sua passione civile, per la sua riconosciuta intelligenza e per il suo impegno di Sindaco.
Nel passato, da Presidente del Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini” mi feci promotore della iniziativa editoriale di ripubblicare, in occasione del decimo anniversario della morte di Enrico, “Pancreas” Fantasie cosmiche , il lavoro giovanile di Consolini. Quella ristampa conteneva anche cinque importanti fogli inediti di poesie e prose di Enrico che la moglie Nara ci mise a disposizione. I fogli scritti da Enrico Consolini, nel periodo 1984-1988 sono pagine letterarie e poetiche di ottima fattura e grande valore ed interesse, si ricollegano, in una armonica continuità artistica e letteraria, a Pancreas, ma sono anche una testimonianza della ulteriore maturazione della sensibilità dell’autore, della sua attenta conoscenza, dell’animo umano e dei sentimenti, del suo grande amore per la cultura e della sua compiuta visione del mondo.
E’ sempre Campana il crocevia, quasi ossessivo, di Consolini che, meglio di ogni altro, sente ed interpreta quasi teatralmente.
Il Sindaco Enrico Consolini, insignito dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini, il 2 giugno 1984, dell’onorificenza di Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana, è stato, come Assessore alla cultura, un vero campione. Alla marradesità innata, al suo orgoglio di condividere l’aria, la luce, l’acqua ed il paesaggio che avevano ispirato Dino Campana, univa una conoscenza ed una cultura profonda che, insieme all’amore per la poesia, la letteratura, l’arte e la filosofia, ne facevano un intellettuale a tutto tondo.
A Consolini Marradi deve l’idea e la realizzazione del Premio Letterario Dino Campana e le tante iniziative culturali a lui collegate. Straordinarie quelle del 1985 in occasione del centenario della nascita del Poeta, che contribuirono a far conoscere Marradi in Italia e nel mondo. Sul piano internazionale è a Consolini che si deve l’incontro storico, a Marradi, con la delegazione cinese guidata dal Sindaco di Nanchino e l’avvio della procedura del gemellaggio con la Francia che Enrico Consolini aveva immaginato con il Comune di Mézières città natale di Arthur Rimbaud. Il suo Premio letterario coinvolse importanti poeti, letterati, registi, attori studiosi e giornalisti di caratura nazionale ed internazionale. Ci piace ricordare il regista Sergio Miniussi che realizzò per la RAI un filmato memorabile, Giorgio Albertazzi, Paolo Pitagora, Anna Proclemer, Arnoldo Foà, Piera Degli Esposti, Mario Maranzana, Bruno Zanin, Ugo Maria Morosi e fra gli scrittori e i giornalisti: Mario Luzi, Giorgio Luti, Aldo Rossi, Antonello Trombadori, Sebastiano Vassalli, Giorgio Saviane, Renzo Ricchi, Claudio Angelini, Giovanni Turchetta, Gabriel Cacho Millet, Claudio Marabini, Ruggero Orlando, Fiorenza Ceragioli, ed ancora lo psichiatra Agostino Pirella, il regista Luigi Faccini e tanti altri. Marradi visse una stagione assai felice di rilancio, di progettazione e realizzazione di infrastrutture e di ripresa turistica. Consolini realizzò il nuovo monumento ai Caduti affidandolo allo scultore Caetani ed il sacello di Dino Campana al Cimitero Comunale.
Enrico era nato a Marradi in Via Tamburini il 29 marzo del 1945 da Maria Parrini e Renato Consolini; aveva frequentato le scuole elementari a Marradi e l’avviamento professionale al Lazzaretto; si era diplomato all’Istituto agrario di Imola per poi conseguire la laurea in sociologia all’Università di Urbino nel luglio 1972 con una tesi sul “Sindacalismo rivoluzionario di Arturo Labriola” discussa con il Prof. Luciano Pellicani. Da buon dirigente regionale del Partito Socialista di Craxi andava fierissimo della sua tesi e del suo relatore.
Ottimo disegnatore, famosi i suoi cavalli a matita e straordinaria penna, fine dicitore e intonatissima e perentoria voce ci ha lasciato troppo presto. Il suo Pancreas lo scritto giovanile che Enrico fece stampare nel 1970 quando aveva appena 25 anni è una importante testimonianza della sua personalità e contiene i forti segni delle sue radici, l’attaccamento alla famiglia e a Marradi, mi hanno sempre colpito in Pancreas “mio padre e mia madre” nella parte in cui Enrico chiosa le parole dolcissime di Garaudy “La morte è amore, l’amore che si prova quando stiamo per perdere il padre e la madre…” E dunque l’amore è perdita, perdita irreparabile dell’amore, anche senza coraggio
.In “Pancreas” La nitidezza ed i chiaro scuri, le tinte forti e le tinte delicate della sua prosa e della sua poesia ricordano Campana e Witman. La sottile ironia che pervade l’opera di Consolini rappresenta una delle caratteristiche umane ed oratorie che chi ha conosciuto l’autore di Pancreas coglie immediatamente.
Per questi motivi mi sembra opportuno come già accadde nel settembre del 2008, in occasione del ventesimo anniversario della morte, per iniziativa dell’assessorato alla cultura del Comune di Marradi e del Centro Studi Campaniani “Enrico Consolini”, che dedicarono due giornate al ricordo di Enrico, ricordarlo adeguatamente anche in questo venticinquesimo anniversario, nel centro Studi che fondammo per continuare la sua opera che a Lui titolammo, parlandone anche attraverso i suoi scritti, parte del suo animo e della sua vita che ci sono mancati così prematuramente lasciandoci ancor oggi una grande nostalgia ed un grande rimpianto.

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